Francisco Rebelo

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“Every culture, however primitive or advanced, is absolutely dependent on its artifacts for its survival and self-realization.”

E. McClung Fleming; Artifact Study: A Proposed Model; 1974

 

 

“Nothing less than the whole of the past is needed to explain the present, and in this difficult task we cannot afford to neglect the unrecorded past.”

E. Estyn Evans; Irish Folk Ways; New York; Devin-Adair; 1957

Noemi

Ho letto da qualche parte che nella vita importa non già di essere forti, ma di sentirsi forti. Di essersi misurati almeno una volta, di essersi trovati almeno una volta nella condizione umana più antica, soli davanti alla pietra cieca e sorda, senza altri aiuti che le proprie mani, e la propria testa.

Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile con le persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?

Emile Hirsch

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Matilde

Sig. Peer al Museo della Farmacia ci mostra l'erbario

Sig. Peer al Museo della Farmacia ci mostra l’erbario

 

Documenti e pagelle scolastiche al Museo di Cultura Popolare

Documenti e pagelle scolastiche al Museo di Cultura Popolare

L’atto di disfarci di ciò che non ci serve più svela ed esalta il carattere esclusivamente utilitaristico del rapporto che intratteniamo con gli oggetti della nostra vita quotidiana. […] È un rapporto con gli oggetti perfettamente “razionale”, cioè funzionale al perseguimento della nostra “utilità”, al punto da sembrarci ovvio. Questa convinzione potrebbe però incrinarsi se sospettassimo che il rapporto che intratteniamo con gli oggetti di uso quotidiano abbia finito con l’improntare di sé gran parte dei nostri rapporti con il mondo in cui viviamo: cioè, non solo con gli oggetti materiali, ma con il nostro stesso corpo, con l’ambiente, con le altre persone ecc.

Guido Viale, Un mondo usa e getta Feltrinelli, Milano 1994

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Chiara Rovescala

-Ogni avvenimento, ogni presenza, lascia dietro di sè tracce che possono essere transitorie o permanenti. Una traccia può essere fugace e lasciare una presenza solo nei nostri ricordi oppure essere materiale, conservare in sè ciò che è accaduto e raccontarne la storia a chi la vede. Quello che avviene in un luogo, […] rimane cone “fantasma del passato”, anche quando non lascia tracce visibili.

Supplemento di Abitare #509, 02/2011
From place to place – Hotel stories

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– Non sono malato, sono soltanto ricco, ricco, ricco…

Marina Jarre “Il tramviere impazzito e altre storie” – Einaudi, 1962

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Alice Dal Ferro

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La tradizione è una bellezza da conservare, non un mazzo di catene per legarci.

Ezra Pound

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La lettura […] ci insegna ad accrescere il valore della vita, valore che non abbiamo saputo apprezzare e della cui grandezza solo grazie al libro ci rendiamo conto.

Marcel ProustIl tempo ritrovato, 1927

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Cultura è ciò che resta nella memoria quando si è dimenticato tutto.

Burrhus F. Skinner

Joana Blasques

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“As for collecting proper, it has a door open onto culture, being concerned with differentiated objects which often have exchange value, which may also be ‘objects’ of preservation, trade, social ritual, exhibition — perhaps even generators of profit. Such objects are accompanied by projects. And though they remain interrelated, their interplay involves the social world outside, and embraces human relationships. […] In point of fact, moreover, we cannot avoid the question whether objects can indeed ever come to constitute any other language than this: can man ever use objects to set up a language that is more than a discourse addressed to himself?”

Jean Baudrillard. The System of Objects (Le système des objets, 1968). Verso, London, 1996.

Federica

Volevo soltanto dire che al di là delle “istruzioni per l’uso”, gli strumenti e le cose sono, nella vita degli uomini, i mezzi con i quali essi compiono o cercano di compiere il rito della vita e se c’è una ragione per la quale esiste il design, la ragione – l’unica ragione possibile – è che il design riesca a restituire o a dare agli strumenti e alle cose quella carica di sacralità per la quale gli uomini possano uscire dall’automatismo mortale e rientrare nel rito.

Ettore Sottsass, “Domus”, Milano, n. 386, gennaio 1962

 

“Sicuramente voi che leggete state pensando che la mia conquista comportava di necessità qualcosa di molto sgradevole: dormire con un essere menomato, se non mostruoso molto brutto. Il fatto è che voi la leggete questa storia, e mi anticipate, mentre io la vivo, la vivo ancora.”

Goliarda Sapienza, “L’arte della Gioia”, Edizione Stampa Alternativa Nuovi Equilibri, 1994

 

Io sono una forza del Passato.

Solo nella tradizione è il mio amore.

Vengo dai ruderi, dalle chiese,

dalle pale d’altare, dai borghi

abbandonati sugli Appennini o le Prealpi,

dove sono vissuti i fratelli.

Giro per la Tuscolana come un pazzo,

per l’Appia come un cane senza padrone.

O guardo i crepuscoli, le mattine

su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo,

come i primi atti della Dopostoria,

cui io assisto, per privilegio d’anagrafe,

dall’orlo estremo di qualche età

sepolta. Mostruoso è chi è nato

dalle viscere di una donna morta.

E io, feto adulto, mi aggiro

più moderno di ogni moderno

a cercare fratelli che non sono più.

 

Pier Paolo Pasolini, “Una forza del passato”, tratta da “Poesia in forma di rosa”, Garzanti, Milano 1964

 

 

 

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Rosanna

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“Quando la merda varrà oro, il culo dei poveri non apparterrà più a loro.”

 Detto portoghese

 

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“La verità, come la luce, acceca. La menzogna invece è un bel crepuscolo, che mette in risalto tutti gli oggetti.”

Albert CamusLa caduta, 1956

 

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“Solo ciò che è trascorso o mutato o scomparso ci rivela il suo volto reale.”

Cesare Pavese, Terra d’esilio, 1953

 

 

 

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Eleonora Marzadro

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“Ciò che nel collezionismo è decisivo, è che l’oggetto sia sciolto da tutte le sue funzioni originarie per entrare nel rapporto più stretto possibile con gli oggetti a lui simili. Questo rapporto è l’esatto opposto dell’utilità, e sta sotto la singolare categoria della completezza. Un grandioso tentativo di superare l’assoluta irrazionalità della semplice presenza dell’oggetto mediante il suo inserimento in un nuovo ordine storico appositamente creato: la collezione.”

Walter Benjamin – Passages

 

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Ho una vasta collezione di conchiglie, che tengo sparse per le spiagge di tutto il mondo.

Steven Wright

 

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Non ci è permesso scegliere la cornice del nostro destino. Ma ciò che vi mettiamo dentro è nostro.

Dag Hammarskjöld